Arte Tag: genere

GIORGIA DE SANTI

La mia pratica performativa si sviluppa a partire dalla necessità di lavorare con la complessità e le differenze di corpi e identità. Mi riconosco come collocat* negli interstizi delle definizioni di genere, negli spazi-gap liminali creati da ogni tentativo di categorizzazione. Sono particolarmente interessat* allo stato di transizione (di genere) permanente, come possibilità di ricerca, movimento e cambiamento perenne. Cerco di lavorare con umiltà con possibilità non binarie di genere; attraverso attivismo e performance.

TITTA COSETTA RACCAGNI

Pornopoetica

Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia

EVA MAYA

EVA MAYA E’ UNA CARTOGRAFA DELL’ANIMO UMANO: LA SUA RICERCA PARTE DALL’INCONTRO CON L’ALTRO. ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE PARTECIPANTE, TECNICA ANTROPOLOGICA GRAZIE ALLA QUALE L’ARTISTA ENTRA IN PROFONDO CONTATTO CON DIVERSE CATEGORIE UMANE, HA LA POSSIBILITA’ DI INDAGARE PARTI IDENTITARIE ARCHETIPICHE QUALI IL FEMMINILE, IL MASCHILE, IL DESIDERIO EROTICO, IL POTERE, IL SUCCESSO. IN QUESTO MODO L’IDENTITA’ DIVENTA UN CALEIDOSCOPIO DI SIGNIFICATI ESPLORABILI: “I WOULD SUGGEST THE POSSIBILITY TO BE MORE”

Ella Bottom Rouge/ Anti Diva

Super femmina, scopro il burlesque dopo anni di teatro fisico. Il mio è un passaggio, un
anti-canone, una liberazione dagli stereotipi. Dentro e fuori il mondo patinato e super
femminile del burlesque c’è anche un altro ambito. Femminile si, glamour, si, ma anche
tanto, terribilmente queer. ……………………………………………

Super femme, I discovered burlesque after years working in theatrical productions.
My character is an anti-canon transition, it’s breaking free the strereotypes.
Inside and outside the glossy and hyper feminine burlesque world there’s another side.
Which is femme, glam and queer as hell.

Cecilia Grasso

Come sarebbe, per una donna, vivere una giornata da uomo?

I retroscena di uno spettacolo Drag sono l’occasione per esplorare dall’interno gli aspetti più intimi del Kinging. Da racconti ed esperienze di un gruppo di Drag Kings, colte anche nel quotidiano, emerge una pratica di costruzione identitaria che inscena gli stereotipi sessuali e denuda il predominio del maschile nella nostra società.

L’autrice, con sguardo partecipe ma non invadente, mostra la fascinazione e la complessità di un cosmo ancora poco noto, dove l’eccedenza si fa spettacolo, e la trasformazione è liberatoria narrazione del sé.

Senith

Senith è performer queer drag, curatrice di workshop ed eventi, attivista queer. Cofondatrice di Eyes Wild Drag, Senith lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la prima costruzione performativa e critica delle Faux Queen in Italia, ridisegnando un immaginario queer del femminile. Ha varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri. Nel 2012 è stata impegnata in un tour mondiale che l’ha portata in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Direttrice artistica di GendErotica, nel 2013, in occasione del festival, ha convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Nello stesso anno, il festival è stato ospite di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Nel 2015 nasce l’Erotic Lunch, pranzo-spettacolo dedicato all’erotismo, di cui è performore, regista e art director. Nel 2016, firma il primo spettacolo interamente in assolo, BAD ASSolo. Sempre nel 2016 esce il documentario Al di là dello specchio, di Cecilia Grasso, di cui è coprotagonista, che viene presentato in numerosi festival in Italia e all’Estero. Il film ha vinto, al Newark International Film Festival (Usa), il premio per la miglior regia. Partecipa al lavoro artistico dell’artista italo-libanese Adelita Husni-Bey, La Luna in Folle, selezionato al Premio Maxxi 2016, performando al Museo Nazionale per le Arti del XXI Secolo il 29 settembre.

Marika Puicher

Marika Puicher è una fotografa freelance specializzata in reportage sociale. Nel 2009 compie un viaggio in Turchia durante il quale racconta la vita quotidiana dei Curdi. Nell’estate 2010 la ricerca di civili assassinati in Bosnia durante la guerra. Subito dopo è attiva nella documentazione della crisi economica italiana, del dramma delle famiglie italiane che si battono per la loro casa e del disastro chimico dell’ILVA. Nel 2012 vince il “Portfolio Citerna Awward” con il progetto “For the children’s sake”, sugli attacchi terroristici in Italia. Successivamente produce una serie di lavori sulle persone LGBT in Italia, Spagna e Marocco. Con uno di questi, “Ella”, vince il “Pride Photo Award 2015” e con “Solo” vince il secondo premio. “Ella” ha ricevuto anche una menzione d’onore nei MIFA 2015.

Slavina

Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.

È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.

Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.

Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.

Lilly Lablonde

Come autrice, performer e regista la mia ricerca artistica si è spesso focalizzata sul tema delle identità di genere e della sessualità. I miei lavori coinvolgono diversi linguaggi artistici (video, letteratura, suono e poesia) e hanno l’ obiettivo di portare alla luce narrazioni difficilmente rappresentate nel mondo dell’arte.  Negli ultimi due anni mi sono occupata principalmente di cinema, formandomi nella scrittura e regia. Ho realizzato come autrice due cortometraggi: Immaginare T (2014)  e The Second Closet (2015) di cui ho curato anche la regia.

Sotto il nome artistico Lilly Lablonde ho creato il progetto artistico Bibliothèque Érotique che ha lo scopo di promuovere l’erotismo, attraverso la letteratura e la live performance.

Silvia Giambrone

Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi  nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.

Marsala

MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.

Alex Hai & Yamada Hanako

Alex Hai è conosciuto come il primo gondoliere donna di Venezia. Con la collaborazione dell’artista Yamada Hanako, ha prodotto una serie fotografica per raccontare sé stesso.

A Queer Culture Illustrated Guide

A Queer Guide è un’enciclopedia for-dummies sul mondo LGBT, i suoi termini e le sue icone. Un modo divertente per imparare e trovare tutto ciò che serve per combattere ignoranza e quindi discriminazione.

La guida è aperta a contributi, per essere aggiornata ogni volta che qualcuno ha qualcosa da aggiungere. A Queer Guide è anche un piccolo booklet cartaceo. Lo puoi acquistare e regalare alla tua dolce metà, ai vicini di casa omofobi, a Babbo Natale, ai tuoi genitori e agli amici etero che ti chiedono costantemente “..ma come funziona con te?”

Silvia Chiogna

Per il Film MIRCO ho scelto di non lavorare secondo lo stile documentaristico convenzionale. Non volevo osservare le persone dall’esterno e fare un film sugli altri, i Transgender, i diversi. Volevo affrontare l’argomento Generi nel suo significato generale perché è un argomento che penso riguardi tutti. Per questa ragione, a metà del film, entro in scena io stessa come persona che nel film dovrebbe rappresentare la classica ottica bipolare uomo-donna.

Non ho voluto fare un film che affronta l’argomento raccontando solo il lato deprimente di chi purtroppo si scontra tutti i giorni con una società di generi normativa e rigida, anzi, ho cercato di esplorare questa tematica con leggerezza, riconoscendo nel gioco e nello scherzo un’occasione per mostrare un punto di vista differente. Per questo ho realizzato insieme a uno dei protagonisti alcune scene da Agent provocateur,  infrangendo le regole di comportamento di genere e osservare le reazioni delle persone, semplicemente filmandole.

Rambelli e Bigi

’29 our circled world’ è un progetto di Silvia Bigi e Laura Rambelli, nato dall’idea che la femminilità e lo spazio delle donne di oggi abbiano bisogno di essere ri-trovati cercando una nuova direzione. I combattimenti degli anni ‘70 hanno contribuito a dare importanti diritti sociali, beni materiali e spazio alle donne, ma allo stesso tempo hanno creato una grande distanza nei confronti della loro vera natura. Donne e uomini sono diversi. Questa diversità è vissuta profondamente nei nostri corpi, nella nostra vita circolare, nelle nostre trasformazioni, biologiche e mentali. É arrivato il momento di accettare la nostra diversità, che in realtà è proprio la nostra forza, la reale natura, l’origine dell’amore: uomini e donne sono complementari. 29 rappresenta un primo tessello nella creazione di nuove forme di espressione che rinunciano a combattere in nome di una condizione di uguaglianza sterile. L’arte ha oggi altri modi per arrivare: più sottili, profondi, dolci, circolari.

Riccardo Buscarini

“Vincitore di molti premi coreografici in Italia e Regno Unito, Riccardo Buscarini si forma presso l’Accademia Domenichino da Piacenza/IT e alla London Contemporary Dance School diplomandosi nel 2009. Da allora presenta il proprio lavoro nel Regno Unito e a livello internazionale. Riccardo insegna coreografia e performance al Birkbeck University e spesso dirige laboratori di improvvisazione e composizione.
Una persona curiosa e di eclettiche ispirazioni, Riccardo è un artista concentrato sulla costante evoluzione del suo approccio creativo alla coreografia, guidato da un forte desiderio per il nuovo. Le sue opere fino ad oggi sono tutte molto diverse tra loro. Anche se i suoi lavori hanno preso varie forme e sono stati presentati in contesti molto diversi – teatri, gallerie e spazi urbani – Riccardo è spesso ispirato da eventi autobiografici che si traducono in espressioni viscerali e simboliche.”

ideadestroyingmuros

ideadestroyingmuros es un colectivo nacido en venecia en 2005. consideramos imprescindible posicionarnos políticamente en la creación artística. esta práctica ha hecho posible la elaboración de procesos geopolíticos y sociales que nos han atravesado, por medio de la interpretación y la traducción de nuestras experiencias singulares y colectivas.

la perspectiva que hemos compartido se basa en diferentes posiciones fronterizas en relación con los conceptos de nación, género, sexo, lengua y creación, con los cuales buscamos juntas nuevos modos de entender y de practicar resistencia, de realizar procesos creativos, recorridos auto-antropológicos y de autogestión. el auto-empoderamiento y la desgarradura de las relaciónes de poder que tejen lo cotidiano “ideal” nos ayudan a entender los mecanismos de mercado y refuerzan nuestra capacidad de negociación. gracias a esto, reencontramos una conciencia de nuestro valor, que no radica en la explotación y en la medida única del neoliberalismo, sino en la creación de nuevas formas.

Eyes Wild Drag

Gruppo queer gender drag di Roma, da diversi anni lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la principale espressione drag condotta da donne in Italia. Hanno varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri (Curve e Next Magazine – Usa).

Attivist* queer, curano workshop ed eventi drag (in bilico tra una graffiante demenzialità e una magica poesia), ridisegnano un immaginario queer del femminile, realizzano Genderotica, festival internazionale di arte queer.

Nel 2012 sono state impegnate in un tour mondiale che le ha portate in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Nel 2013 sono state ospiti di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Sempre nel 2013 hanno realizzato la più attivista ed internazionale edizione di GendErotica, portando per la prima volta nella comunità queer italiana la tematica Fem.

Nella stessa occasione, hanno convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Sono al lavoro per la preparazione di GendErotica 2015.

Gennaro Maione

Gennaro Maione si è formato in danza classica e contemporanea al Teatro Scuola Rossella Rossi di Napoli e per mantenersi a passo con le tecniche di danza contemporanea partecipa a seminari, lezioni e laboratori a Berlino, nelle scuole di danza Tanzfabrik e Dock 11, e a Bruxelles nella scuola di danza contemporanea DCJ e la compagnia Thor. Il suo progetto Peil il.el prende spunto dal romanzo francese “Tarantula” di T. Jonquet, famoso per essere stato rivisitato dal regista spagnolo Pedro Almodovar nel film “La Pelle che Abito.” Peil il.el é una performance incentrata sul tema dell’identità e questioni che la riguardano: cosa é l’identità? chi veramente lo può sapere? perché esiste ancora un bisogno di confondere l’identità di genere con il il ruolo di genere? […] Genere e sesso sono due cose separate, anche se molto spesso i due termini vengono scambiati. Sesso é un elemento fisico, il genere é una componente dell’identità che risiede nel cervello.

Mona Lisa Tina

Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia. Dal 2014, ha attivato in collaborazione con lo psicoanalista Giovanni Castaldi, un progetto formativo sull’identità presso la GAM di Torino.

Pone al centro di tutte le sue riflessioni il Corpo come luogo di continui processi trasformativi psichici e fisici. Le sue azioni incarnano rituali entro cui esso è coerentemente proposto come asessuato, mutante e contaminato e dove il luogo adibito all’azione è spesso modificato nelle sue coordinate spaziali. Promuovendo, all’interno dell’azione performativa, un momento di quasi ancestrale autocoscienza e una reale riappropriazione identitaria, l’artista intende proporre una fisicità “alternativa”, che si libera dai modelli di bellezza standardizzati, esibendola come spazio simbolico aperto e veicolo di comunicazioni significative.

Sergio Racanati

Il mio lavoro è ispirato da un interesse per la storia sociale dell’uomo e la sua relazione con l’ambiente urbano, politico e architettonico. Analizzo gli elementi laterali dimenticati dalle narrative storiche riflettendone il rapporto tra il paesaggio urbano e l’evoluzione civile dell’uomo; contesto la storia del comportamento comunitario in architettura e politica studiandone il rapporto tra memoria individuale e collettiva. Un lavoro del corpo, non inteso come diario privato, che respinge ogni narrativa intenta a favorire prospettive analitiche ma che punta a costruire un deposito di memoria culturale da cui si possa prendere riferimento cosicché possa essere usato come critica del presente. Uno studio tende alla rilettura in chiave critica dei sistemi di potere e la complessa realtà dell’economia globalizzata. Una visione artistica e una vita che muovono tra ‘sottoculture di resistenza’ che tentano di resistere la massificazione della vita urbana, la distruzione dell’ambiente e del paesaggio. Ciò é anche un atto politico attraverso il linguaggio dell’arte quando assume il significato di organizzazione, impiego e gestione dello spazio comune, sociale e collettivo. I contesti che vengono piú spesso utilizzati nella mia ricerca artistica sono ‘residui,’ ovvero piazzati al confine tra la produzione di conoscenza e l’uso industriale risultato del ‘potere illegale’ e speculativo della vita stessa. L’importanza politica risponde alle multiple richieste della gente che richiede una revisione delle dicotomie tra pubblico/privato, visione individuale/visione collettiva.

Elena Giovagnoli

Il lavoro di Andy Gio parte dal proprio corpo e dall’appartenenza ad un genere, quello femminile. Da questo, Andy tenta di rimettere in discussione l’identità di genere attraverso la provocazione, il dubbio, il vuoto, la banalità, il dolore, e ultima ma importantissima: l’autoironia.

Andy Gio inizia il suo percorso artistico molto giovane con il teatro sperimentale ed ha lavorato con diverse compagnie in Italia tra cui il Teatro delle Albe.

Dal 2008 al 2011 è la front-woman del gruppo punk-rock-sdrumm: “Tette Biscottate”. In questo periodo per due anni si trasferisce a Berlino e lavora in teatro con la Volksbühne e la compagnia Dokumentar Theater. Negli ultimi anni sta sviluppando la performance come forma d’arte che riunisce musica e teatro, sue grandi passioni sin da piccola.

Per Andy Gio il corpo, inteso comprensivo di testa e cervello è la cosa più importante. Perciò nonostante qualche incidente e qualche cicatrice Andy pratica attività sportiva agonistica ed inoltre è motociclista e tanguera.

Maria Teresa Gavazzi

Laureata in Pittura all’Accademia di Brera, Milano. Ha studiato Fusione del Ferro al Art Institute di Chicago e Ritratto in Fotoreportage al London College of Communication di Londra.

La sua pratica abbraccia pittura, disegno, collage, fotografia, video, installazione, performance e progetti interattivi.

Gavazzi indaga riti e passioni della società odierna, reinterpretandone gli stereotipi e ricreando momenti spesso ludici, pervasi da un sottile umorismo.

I ritratti sono il frutto di un percorso interattivo tra l’artista e il soggetto che vi si presta. Gavazzi propone un tema e l’uso di simboli e pseudo maschere, volti a comporre un ritratto altro, una riflessione sul sé e sui limiti e l’ambiguità dei generi.

La varietà dei mezzi usati e dei luoghi in cui il suo lavoro si esplica -in studio, in gallerie, in spazi pubblici, per strada, in parcheggi sotterranei-  confronta di volta in volta realtà e pubblico assai diversi.

Maria Teresa Gavazzi vive e lavora a Londra

Nina Alexopoulou

Nata in Grecia, Nina Alexopoulou, ha completato i suoi studi con un Master in Danza Teatrale: Il corpo in Performance al Trinity Laban. Proveniente da un background di danza, Nina ha una laurea in Dance Performance all’Università di Roehampton e ha studiato al Dipartimento di Studi Teatrali all’Università di Atene. Tuttora, il suo principale interesse risiede nella femminilità e l’identità femminile in relazione a nozioni quali l’abiezione, l’isteria e il cibo. L’artista è inoltre interessata ad esplicite ed intime performances, cultura popolare e di massa, cupcakes e caramelle. Il suo lavoro prende vita in live art performance, installazioni e video.

Giovanna Guerrisi

Il miglior modo per esplorare veramente la realtà che mi circonda é lavorare su quello che conosco meglio: me stessa. Attraverso l’uso della pittura e della fotografia, la mia ricerca si focalizza principalmente su due tematiche: l’identità travestita e i giochi da tavolo. Due filoni che nei miei lavori tendono spesso a mischiarsi e che mi hanno portata a studiare le dinamiche che intercorrono tra i vari sfidanti durante l’utilizzo dei giochi, nonché sull’importanza che questi hanno sullo sviluppo e la formazione di ogni individuo. La gioia

che provavo da fanciulla nel creare vestiti si è trasformata, negli anni, in un piacere sensuale nel travestirmi, prendendo consapevolezza che, attraverso la maschera, posso essere quello che non sono in realtà. Senza scalfire la me stessa reale, posso indirizzare le mie molteplici personalità rimanendo in un terreno ludico e spensierato.

Roberta Orlando

Unendo la semplicità delle immagini nella continua ricerca di sperimentazione senza confini, Roberta Orlando crea, elabora e sviluppa l’impatto digitale della comunicazione visiva insieme alla sincronia audio, esplorando territori inquieti, intimi, riflessivi e osservando l’emotività dei corpi, dei suoni e delle atmosfere che circondano la realtà dei sensi. r0. lavora con la fotografia, video e live media in Europa e USA.

Gran parte della ricerca di Roberta Orlando è basata sulla performance e l’identità di genere, con un’attenzione specifica alla discriminazione per l’orientamento sessuale.

I suoi lavori sono stati presentati in numerosi spazi pubblici, gallerie d’arte e musei in Europa (Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Francia, Norvegia, Austria, Olanda, Estonia, Polonia, Svizzera, Croazia, Belgio, Grecia, Svezia), USA (New York, Illinois, Florida, California, Pennsylvania) e Canada (Ontario).

Nel 2014 ha organizzato e curato il festival di performance Teoremi con Archivio Queer Italia e CUNTemporary al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova.

Orlando MYXX e Giovanna Frene

Maschlità XX è un progetto poetico-fotografico. Parla di una “mascolinità senza uomo”, del maschile XX, quello reinterpretato e vissuto dalle donne (tali almeno geneticamente), nelle forme più diverse: quello delle donne androgine o delle lesbiche mascoline (butch), quello teatrale delle Drag King o quello incarnato dei trans (Female-to-Male), o quello più giocoso e saltuario delle travestite.

Il progetto si sviluppa tramite una serie di ritratti fotografici, in forma di dittico, ciascuno accompagnato da un componimento poetico.

Ogni dittico rappresenta la stessa persona in due versioni:  una “neutra” e di rifiuto della  vestita in jeans e t-shirt bianca, e una maschile, con gli abiti e nella posa in cui sente di esprimere tutta la propria “maschilità”.

Le poesie, nate dalle interviste con i soggetti fotografati, serviranno da brevi narrazioni inerenti al vissuto delle singole persone, in riferimento alla loro personale idea del maschile.

Francesco Paolo Catalano

Storytelling e ritrattistica fotografica come veicoli delle pratiche vestimentarie e dell’identità, determinate culturalmente.

L’utilizzo del travestitismo, del make up, della performance fotografica recitativa, e di una cultura dell’abito tra cinema, teatro e moda, per osservare l’illusione della rigidità delle identità di genere e gli stereotipi sociali fondati sulla rigidità del binarismo uomo/donna.

Merisma

Artista visuale, performer attualmente residente in Valenzia, Spagna.

Componente del collettivo ideadestroyingmuros e del progetto videoarmsidea, progetto nato in Italia nel 2005 in mutazione continua.

Dal 2001 al 2005 è membro del progetto artistico Passaporta.

Daniela Comani

“Eine glückliche Ehe”  (Un matrimonio felice):  Work in progress since 2003 Daniela Comani fa da modello a se stessa. Nelle varie fasi della sua serie fotografica si mette in scena contemporaneamente come uomo e come donna all’interno di un moderno matrimonio intellettuale, nel quale i rapporti di genere non dovrebbero più avere alcuna importanza. Ma gli atteggiamenti del corpo parlano la propria lingua.

La diversità nell’uguaglianza della protagonista rende questo gioco sottile e sovversivo.

Francesca Fini

Francesca Fini (Roma, 1970) è un’artista italiana la cui pratica coinvolge new media e performance art. Generalmente, i suoi live projects [progetti dal vivo] affrontano problematiche sociali e politiche e sono un mix di lo-fi technology [tecnologia di bassa qualità], strumenti interattivi fatti in casa, audio e video. Principalmente interessata alla video e live art, l’artista crea anche opera tangibili in cui ‘reperti’ di performance art vengono assemblati con stampe fine-art di fermo-immagini da video.

Eventi artistici a cui ha preso parte negli ultimi anni: WRO Biennale in Polonia nel 2011, ADD Festival al Museo Macro a Roma, finale del Laguna International Art Prize a Venezia, CINEMED Film Festival a Montpellier, Taormina Film Festival, Berlin Directors Lounge, IKONO TV Film Festival, FILE Electronic Language International Festival in Brasile, FONLAD Digital Art Festival e infine, Cologne Off and Magmart Video Art Festival (vincitrice nel 2010, 2012 e 2013). Nel 2012  è stata invitata alla prima edizione del “Venice International Performance Art Week,” curata da VestAndPage insieme ai lavori di, fra i tanti altri artisti, Valie Export, Jan Fabre, Yoko Ono, Boris Nieslony e Hermann Nitsch. Nel 2014 è stata selezionata per il concorso Margareth Guthamn Musical Instrument Competition, organizzato dal Georgia Institute of Technology. E’ stata inoltre invitata a Kolkata, in India, per “Ghost of Shakespeare” Performance Art Festival, ed é stata selezionata a partecipare all’International Watermill Center Summer Program, diretto da Robert Wilson a Watermill, New York.