Arte Tag: queer

TITTA COSETTA RACCAGNI

Pornopoetica

Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia

Ella Bottom Rouge/ Anti Diva

Super femmina, scopro il burlesque dopo anni di teatro fisico. Il mio è un passaggio, un
anti-canone, una liberazione dagli stereotipi. Dentro e fuori il mondo patinato e super
femminile del burlesque c’è anche un altro ambito. Femminile si, glamour, si, ma anche
tanto, terribilmente queer. ……………………………………………

Super femme, I discovered burlesque after years working in theatrical productions.
My character is an anti-canon transition, it’s breaking free the strereotypes.
Inside and outside the glossy and hyper feminine burlesque world there’s another side.
Which is femme, glam and queer as hell.

Cecilia Grasso

Come sarebbe, per una donna, vivere una giornata da uomo?

I retroscena di uno spettacolo Drag sono l’occasione per esplorare dall’interno gli aspetti più intimi del Kinging. Da racconti ed esperienze di un gruppo di Drag Kings, colte anche nel quotidiano, emerge una pratica di costruzione identitaria che inscena gli stereotipi sessuali e denuda il predominio del maschile nella nostra società.

L’autrice, con sguardo partecipe ma non invadente, mostra la fascinazione e la complessità di un cosmo ancora poco noto, dove l’eccedenza si fa spettacolo, e la trasformazione è liberatoria narrazione del sé.

Senith

Senith è performer queer drag, curatrice di workshop ed eventi, attivista queer. Cofondatrice di Eyes Wild Drag, Senith lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la prima costruzione performativa e critica delle Faux Queen in Italia, ridisegnando un immaginario queer del femminile. Ha varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri. Nel 2012 è stata impegnata in un tour mondiale che l’ha portata in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Direttrice artistica di GendErotica, nel 2013, in occasione del festival, ha convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Nello stesso anno, il festival è stato ospite di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Nel 2015 nasce l’Erotic Lunch, pranzo-spettacolo dedicato all’erotismo, di cui è performore, regista e art director. Nel 2016, firma il primo spettacolo interamente in assolo, BAD ASSolo. Sempre nel 2016 esce il documentario Al di là dello specchio, di Cecilia Grasso, di cui è coprotagonista, che viene presentato in numerosi festival in Italia e all’Estero. Il film ha vinto, al Newark International Film Festival (Usa), il premio per la miglior regia. Partecipa al lavoro artistico dell’artista italo-libanese Adelita Husni-Bey, La Luna in Folle, selezionato al Premio Maxxi 2016, performando al Museo Nazionale per le Arti del XXI Secolo il 29 settembre.

Lilly Lablonde

Come autrice, performer e regista la mia ricerca artistica si è spesso focalizzata sul tema delle identità di genere e della sessualità. I miei lavori coinvolgono diversi linguaggi artistici (video, letteratura, suono e poesia) e hanno l’ obiettivo di portare alla luce narrazioni difficilmente rappresentate nel mondo dell’arte.  Negli ultimi due anni mi sono occupata principalmente di cinema, formandomi nella scrittura e regia. Ho realizzato come autrice due cortometraggi: Immaginare T (2014)  e The Second Closet (2015) di cui ho curato anche la regia.

Sotto il nome artistico Lilly Lablonde ho creato il progetto artistico Bibliothèque Érotique che ha lo scopo di promuovere l’erotismo, attraverso la letteratura e la live performance.

A Queer Culture Illustrated Guide

A Queer Guide è un’enciclopedia for-dummies sul mondo LGBT, i suoi termini e le sue icone. Un modo divertente per imparare e trovare tutto ciò che serve per combattere ignoranza e quindi discriminazione.

La guida è aperta a contributi, per essere aggiornata ogni volta che qualcuno ha qualcosa da aggiungere. A Queer Guide è anche un piccolo booklet cartaceo. Lo puoi acquistare e regalare alla tua dolce metà, ai vicini di casa omofobi, a Babbo Natale, ai tuoi genitori e agli amici etero che ti chiedono costantemente “..ma come funziona con te?”

Silvia Chiogna

Per il Film MIRCO ho scelto di non lavorare secondo lo stile documentaristico convenzionale. Non volevo osservare le persone dall’esterno e fare un film sugli altri, i Transgender, i diversi. Volevo affrontare l’argomento Generi nel suo significato generale perché è un argomento che penso riguardi tutti. Per questa ragione, a metà del film, entro in scena io stessa come persona che nel film dovrebbe rappresentare la classica ottica bipolare uomo-donna.

Non ho voluto fare un film che affronta l’argomento raccontando solo il lato deprimente di chi purtroppo si scontra tutti i giorni con una società di generi normativa e rigida, anzi, ho cercato di esplorare questa tematica con leggerezza, riconoscendo nel gioco e nello scherzo un’occasione per mostrare un punto di vista differente. Per questo ho realizzato insieme a uno dei protagonisti alcune scene da Agent provocateur,  infrangendo le regole di comportamento di genere e osservare le reazioni delle persone, semplicemente filmandole.

Eyes Wild Drag

Gruppo queer gender drag di Roma, da diversi anni lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la principale espressione drag condotta da donne in Italia. Hanno varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri (Curve e Next Magazine – Usa).

Attivist* queer, curano workshop ed eventi drag (in bilico tra una graffiante demenzialità e una magica poesia), ridisegnano un immaginario queer del femminile, realizzano Genderotica, festival internazionale di arte queer.

Nel 2012 sono state impegnate in un tour mondiale che le ha portate in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Nel 2013 sono state ospiti di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Sempre nel 2013 hanno realizzato la più attivista ed internazionale edizione di GendErotica, portando per la prima volta nella comunità queer italiana la tematica Fem.

Nella stessa occasione, hanno convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Sono al lavoro per la preparazione di GendErotica 2015.

Andrea Abbatangelo

Classe 1981, nato a Terni, Andrea Abbatangelo é scultore e regista. La sua pratica, distintiva nell’applicazione di una larga varietà di metodi artistici contemporanei, gioca con l’idea della mortalità dell’opera d’arte posta in contrasto al potere dell’apparenza transitoria, che, essendo ristretta nel tempo, é obbiettivamente molto più intensa. Le sue sculture sono investigazioni su concetti quali l’autenticità e l’oggettività portate avanti tramite un approccio enciclopedico, una precisione quasi scientifica e il referimento a documentary, ‘fact-fiction’ ed equivalenti scientifici popolari. Usando un sempre più crescente archivio di documenti ritrovati nel tentativo di creare opere autonome, Abbatangelo prova ad aumentare la dinamica tra l’audience e l’autore attraverso emozioni rese oggetto e la rilettura di certe dicotomie che si creano nell’interpretazione dei testi.

Ruben Montini

Nato a Oristano nel 1986, Ruben Montini vive e lavora spostandosi in tutta Europa. Nella sua ricerca artistica focalizza l’attenzione su questioni di genere, studiando quali possano essere le possibili applicazioni del linguaggio radicale e talvolta violento che ha caratterizzato la performance femminista fin dagli anni ‘60, fino a tematiche queer. Le sue performance offrono spesso una facciata mondana e narcisistica che subito rivelano (paradossicalmente) un messaggio essenzialmente politicizzato.

Tra le piu’ recenti apparizioni ricordiamo la Biennale di Istanbul (2013) e la collettiva Fuck Taboo, a cura di Carlo Medesani (2013, Galleria Camera16, Milano). Sito della galleria rappresentante l’artista http://www.massimodeluca.it

Mona Lisa Tina

Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia. Dal 2014, ha attivato in collaborazione con lo psicoanalista Giovanni Castaldi, un progetto formativo sull’identità presso la GAM di Torino.

Pone al centro di tutte le sue riflessioni il Corpo come luogo di continui processi trasformativi psichici e fisici. Le sue azioni incarnano rituali entro cui esso è coerentemente proposto come asessuato, mutante e contaminato e dove il luogo adibito all’azione è spesso modificato nelle sue coordinate spaziali. Promuovendo, all’interno dell’azione performativa, un momento di quasi ancestrale autocoscienza e una reale riappropriazione identitaria, l’artista intende proporre una fisicità “alternativa”, che si libera dai modelli di bellezza standardizzati, esibendola come spazio simbolico aperto e veicolo di comunicazioni significative.

Kyrahm e Julius Kaiser

Kyrahm e’ una delle rappresentanti della live art in italia. Artista concettuale, videoartista, body artist e performer internazionale.
Elabora performance dal forte impatto emotivo dove tutto cio’ che avviene e’ reale. Crea concept innovativi ed opera nel campo dell’arte contemporanea e della comunicazione.
Julius Kaiser e’ videomaker, drag king e performance artist. La sua ricerca artistica ha origine nell’ambito della sperimentazione che indaga i ruoli sociali di genere proponendo una visione fluida degli stessi coerentemente con le teorie filosofiche Queer. L’incontro con l’artista Kyrahm ha determinato una prospettiva artistica ai contenuti di tale indagine, dando vita a performance sperimentali ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. Lavora anche come videomaker realizzando videoclip e documentari, organizza workshop.
Insieme operano sia nella scena underground che nell’ambito dell’arte contemporanea presso gallerie, musei e rassegne internazional, organizzano seminari ed eventi.
Hanno istituito il movimento artistico italiano Human Installations.

Elena Giovagnoli

Il lavoro di Andy Gio parte dal proprio corpo e dall’appartenenza ad un genere, quello femminile. Da questo, Andy tenta di rimettere in discussione l’identità di genere attraverso la provocazione, il dubbio, il vuoto, la banalità, il dolore, e ultima ma importantissima: l’autoironia.

Andy Gio inizia il suo percorso artistico molto giovane con il teatro sperimentale ed ha lavorato con diverse compagnie in Italia tra cui il Teatro delle Albe.

Dal 2008 al 2011 è la front-woman del gruppo punk-rock-sdrumm: “Tette Biscottate”. In questo periodo per due anni si trasferisce a Berlino e lavora in teatro con la Volksbühne e la compagnia Dokumentar Theater. Negli ultimi anni sta sviluppando la performance come forma d’arte che riunisce musica e teatro, sue grandi passioni sin da piccola.

Per Andy Gio il corpo, inteso comprensivo di testa e cervello è la cosa più importante. Perciò nonostante qualche incidente e qualche cicatrice Andy pratica attività sportiva agonistica ed inoltre è motociclista e tanguera.

HARD TON

HARD TON è il nome del duo italiano noto al pubblico per il proprio distinto sound disco combinato al sorprendevole amore per il metal. Formati nell’ormai lontano 2008, DJ Wawashi e Max, cantante metal, si conobbero per la primissima volta nel web in un sito d’incontri per bears (cosí si definisce la ‘tribe’ gay dei maschietti cicciotti e pelosi); capirono da subito che il rapporto entrambi avrebbero condiviso sarebbe stato uno di pura natura musicale. Infatti, finalmente incontrandosi di persona ad un party nel 2009, con l’aiuto di qualche bicchiere di vino e racconti sulle loro ambizioni future, solidificarono la loro visione: il loro sound, costituito da falsetti ‘stile Sylvester’ che rimandano a quelle piste da ballo inondate dal fumo famose durante l’era dell’Hi-NRG, sarebbe stato messo in combinazione con un suono più contemporaneo quale quello dei beats accelerati e dei strillanti bassi ‘acid.’ Cosí facendo, la combinazione di suoni passati a quelli moderni sarebbe stata una metafora del passato che da uno schiaffo al presente. [I-D Magazine, The Livin’ Loud Issue]

Elisa Giuliano

Con il suo progetto “Families of choice”,  Elisa Giuliano fornisce una definizione inglese che spiega il sempre crescente aumento delle convivenze in tutto il mondo. Ma cosa significa il termine famiglia oggi? L’Italia è un Paese ricco di discriminazioni. L’idea di diverso è ancora oggi viva e radicata nel pensiero comune del cittadino medio.

La concezione della tradizionale famiglia cattolica sta scomparendo, ma il nostro Paese non sembra ancora pronto ad accettare che due individui diversi possano considerarsi, ed essere considerati, una famiglia. Pensiero ancora più critico se rivolto nei confronti di due individui dello stesso sesso.

A causa di questi pregiudizi, ancora oggi in molti lottano per aver riconosciuti i propri diritti. Families of Choice si propone di mostrare realtà esistenti, famiglie che ogni giorno vivono esattamente come tali, ma che per lo stato italiano tali non sono. Si rivolge a tutti coloro la cui unione, ad oggi, non è riconosciuta legalmente nel nostro Paese.

exVUOTO Teatro

Al centro della ricerca di exvUoto teatro c’è il tentativo di capire e di conoscere il senso di vuoto e/o di svuotamento che vive l’uomo contemporaneo, forse non più alienato ma di certo assuefatto ed anestetizzato. exvUoto teatro parte, appunto, dal vuoto, per cercare la scaturigine del sentire e della vita. Alterniamo lavoro in sala (training fisico e vocale), a prove a tavolino sui testi che noi stessi scriviamo.

Ci guardiamo attorno, “perdiamo tempo” inseguendo sensazioni ineffabili e cerchiamo di tradurle su carta e poi in immagini, o viceversa. Lavoriamo per simboli e metafore. Affrontiamo gli sguardi degli altri. Lavoriamo in strada, indifesi. Lavoriamo in vetrina, provando il nostro spettacolo in un negozio sfitto, sotto gli occhi di chi passa. Pubblico ludibrio ed intima pornografia. Anche se siamo vestiti. Lavoriamo sull’immobilità.

Usiamo tantissima musica per coprire i nostri respiri ma la spegniamo all’improvviso per sentire il loro suono, o quello delle articolazioni che tornano a muoversi.

Stefania Pedretti

?Alos Muse of chaos (queer-ancestral-pagan-doom-avant-metal)

Queer perchè non accetta nessuna identità di genere

Ancestral  perchè la sua musica rievoca tempi lontani e dimenticati, scuote e ricollega ad una parte profonda di se stess*

Pagan perchè è contro tutte le religioni

Doom perchè la sua musica è lenta, fisica e penetrante

Avant perchè il suo suono non è attuale

Metal perchè è dentro di lei

?Alos è questo e molto di più: musica, performance, danza, attivismo politico, critica sociale, storia, femminismo, anarchia

?Alos è il Caos quando prende forma

Orlando MYXX e Giovanna Frene

Maschlità XX è un progetto poetico-fotografico. Parla di una “mascolinità senza uomo”, del maschile XX, quello reinterpretato e vissuto dalle donne (tali almeno geneticamente), nelle forme più diverse: quello delle donne androgine o delle lesbiche mascoline (butch), quello teatrale delle Drag King o quello incarnato dei trans (Female-to-Male), o quello più giocoso e saltuario delle travestite.

Il progetto si sviluppa tramite una serie di ritratti fotografici, in forma di dittico, ciascuno accompagnato da un componimento poetico.

Ogni dittico rappresenta la stessa persona in due versioni:  una “neutra” e di rifiuto della  vestita in jeans e t-shirt bianca, e una maschile, con gli abiti e nella posa in cui sente di esprimere tutta la propria “maschilità”.

Le poesie, nate dalle interviste con i soggetti fotografati, serviranno da brevi narrazioni inerenti al vissuto delle singole persone, in riferimento alla loro personale idea del maschile.

Francesco Paolo Catalano

Storytelling e ritrattistica fotografica come veicoli delle pratiche vestimentarie e dell’identità, determinate culturalmente.

L’utilizzo del travestitismo, del make up, della performance fotografica recitativa, e di una cultura dell’abito tra cinema, teatro e moda, per osservare l’illusione della rigidità delle identità di genere e gli stereotipi sociali fondati sulla rigidità del binarismo uomo/donna.

Ninas Drag Queen

Compagnia teatrale nata a Milano al Teatro Ringhiera. Produce spettacoli di rivista, drammaturgie originali e adattamenti di classici teatrali; conduce laboratori per allieve drag e faux queens.

Il nostro lavoro assomiglia a quello del clown: indossiamo costume, maschera di trucco, andiamo a toccare la comicità ma, come accade per la vera clownerie, non si tratta solo di questo: una Drag Queen, per come la intendiamo noi, deve poter far ridere, sì, ma anche emozionare, turbare, e commuovere. Siamo imitatrici prima che attrici, manipoliamo il già esistente, il playback e il citazionismo si trasformano così nel nostro mezzo espressivo, è un procedimento ironico, che nega sé stesso, che è sempre, anche, portatore di un punto di vista su quello che rappresenta, dando luogo a sovrapposizioni di senso.

Non rappresentiamo tanto il femminile, quanto la forma del femminile, l’immagine della donna prima che la donna.

Daniela Comani

“Eine glückliche Ehe”  (Un matrimonio felice):  Work in progress since 2003 Daniela Comani fa da modello a se stessa. Nelle varie fasi della sua serie fotografica si mette in scena contemporaneamente come uomo e come donna all’interno di un moderno matrimonio intellettuale, nel quale i rapporti di genere non dovrebbero più avere alcuna importanza. Ma gli atteggiamenti del corpo parlano la propria lingua.

La diversità nell’uguaglianza della protagonista rende questo gioco sottile e sovversivo.