La mia pratica performativa si sviluppa a partire dalla necessità di lavorare con la complessità e le differenze di corpi e identità. Mi riconosco come collocat* negli interstizi delle definizioni di genere, negli spazi-gap liminali creati da ogni tentativo di categorizzazione. Sono particolarmente interessat* allo stato di transizione (di genere) permanente, come possibilità di ricerca, movimento e cambiamento perenne. Cerco di lavorare con umiltà con possibilità non binarie di genere; attraverso attivismo e performance.
Tecnicha: installazione
TITTA COSETTA RACCAGNI
Pornopoetica
Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia
RICCARDO MATAKLAS
Il mio lavoro esplora la coscienza e percezione umana, la scoperta e rivelazione dei vari strati di coscienza. Ho un background di scultura ma principalmente lavoro con performance e pittura e con entrambi esploro il vero potenziale di un essere umano, alla ricerca del suo potenziale completo. Le mie opere testimoniano un approccio fenomenologico per cui spesso si presentano dopo lunghe ricerche e approfondimenti spesso riguardanti il contesto geo-politico. La mia opera rispecchia riflessioni sulla condizione umana, e cerca soluzioni per un cambio di coscienza ed arricchimento interiore, uso l’arte come materiale connettivo tra barriere, stati e coscienza sull’identità e l’ambiente.
I Figli di Marla
I FIGLI DI MARLA è una filosofia, un modo di stare in scena, un modo di vivere e sentire, una disciplina per corpo ed emozioni, un controllo consapevole della nostra energia, una religione per il performer, i figli di marla sono figli del mondo.
Alberto Barazzuti
La mia attenzione va soprattutto a temi che riguardano l’individuo e l’identità nell’attuale società della comunicazione e della tecnica, quindi ai processi economici e culturali che determinano le dinamiche sociali, ai processi di mondializzazione e di esclusione, all’invasività del mondo multimediale e alla pervasività della tecnologia. Penso che sia importante elaborare una strategia di sopravvivenza partendo dalla propria marginalità; decolonizzare il proprio immaginario da quei valori che tendono all’omologazione per poter formulare nuove ipotesi di partecipazione.
Silvia Giambrone
Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.
Marsala
MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.
Rambelli e Bigi
’29 our circled world’ è un progetto di Silvia Bigi e Laura Rambelli, nato dall’idea che la femminilità e lo spazio delle donne di oggi abbiano bisogno di essere ri-trovati cercando una nuova direzione. I combattimenti degli anni ‘70 hanno contribuito a dare importanti diritti sociali, beni materiali e spazio alle donne, ma allo stesso tempo hanno creato una grande distanza nei confronti della loro vera natura. Donne e uomini sono diversi. Questa diversità è vissuta profondamente nei nostri corpi, nella nostra vita circolare, nelle nostre trasformazioni, biologiche e mentali. É arrivato il momento di accettare la nostra diversità, che in realtà è proprio la nostra forza, la reale natura, l’origine dell’amore: uomini e donne sono complementari. 29 rappresenta un primo tessello nella creazione di nuove forme di espressione che rinunciano a combattere in nome di una condizione di uguaglianza sterile. L’arte ha oggi altri modi per arrivare: più sottili, profondi, dolci, circolari.
Stella Stefania Gagliano
Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»
Goghi&Goghi
Goghi&Goghi è un collettivo artitico nato dalle idee e dall’incontro di Mara Pieri, attrice e performance, e Elia Covolan, autore e illustratore. Goghi&Goghi lavora a differenti progetti artistici con l’intento di fondere linguaggi artistici diversi e utilizzando un approccio intersezionale e interdisciplinare, che unisce teatro, performance, video, illustrazione e installazione.
I lavori di Goghi&Goghi si concentrano in particolare su tematiche di genere, transessualità, migrazioni, identità e sessualità. Goghi&Goghi lavora in Italia, Argentina, Cile, Norvegia e Spagna, con lo scopo di creare un dialogo incessante, continuo e reciproco tra diversi sguardi e approcci artistici.
Riccardo Buscarini
“Vincitore di molti premi coreografici in Italia e Regno Unito, Riccardo Buscarini si forma presso l’Accademia Domenichino da Piacenza/IT e alla London Contemporary Dance School diplomandosi nel 2009. Da allora presenta il proprio lavoro nel Regno Unito e a livello internazionale. Riccardo insegna coreografia e performance al Birkbeck University e spesso dirige laboratori di improvvisazione e composizione.
Una persona curiosa e di eclettiche ispirazioni, Riccardo è un artista concentrato sulla costante evoluzione del suo approccio creativo alla coreografia, guidato da un forte desiderio per il nuovo. Le sue opere fino ad oggi sono tutte molto diverse tra loro. Anche se i suoi lavori hanno preso varie forme e sono stati presentati in contesti molto diversi – teatri, gallerie e spazi urbani – Riccardo è spesso ispirato da eventi autobiografici che si traducono in espressioni viscerali e simboliche.”
Shakinart Community
“ShakinArt” è una coppia di artisti italiani attiva nel campo delle arti visive e performative. Fondato da Marco Zocca JeanPierre (musicista, scrittore e artista) e Jonathan De Checchi (artista e attore teatrale), il duo è supportato da un largo gruppo di giovani artisti (pittori, musicisti, attori e scrittori) in constante cambiamento.
L’obiettivo di questo progetto è quello di andare oltre le barriere poste dalle caratteristiche artistiche personali, incanalandole attraverso scioccanti esperienze artistiche che vengono prodotte con l’intento di interagire e comunicare con il pubblico in maniera profonda.
ideadestroyingmuros
ideadestroyingmuros es un colectivo nacido en venecia en 2005. consideramos imprescindible posicionarnos políticamente en la creación artística. esta práctica ha hecho posible la elaboración de procesos geopolíticos y sociales que nos han atravesado, por medio de la interpretación y la traducción de nuestras experiencias singulares y colectivas.
la perspectiva que hemos compartido se basa en diferentes posiciones fronterizas en relación con los conceptos de nación, género, sexo, lengua y creación, con los cuales buscamos juntas nuevos modos de entender y de practicar resistencia, de realizar procesos creativos, recorridos auto-antropológicos y de autogestión. el auto-empoderamiento y la desgarradura de las relaciónes de poder que tejen lo cotidiano “ideal” nos ayudan a entender los mecanismos de mercado y refuerzan nuestra capacidad de negociación. gracias a esto, reencontramos una conciencia de nuestro valor, que no radica en la explotación y en la medida única del neoliberalismo, sino en la creación de nuevas formas.
Andrea Abbatangelo
Classe 1981, nato a Terni, Andrea Abbatangelo é scultore e regista. La sua pratica, distintiva nell’applicazione di una larga varietà di metodi artistici contemporanei, gioca con l’idea della mortalità dell’opera d’arte posta in contrasto al potere dell’apparenza transitoria, che, essendo ristretta nel tempo, é obbiettivamente molto più intensa. Le sue sculture sono investigazioni su concetti quali l’autenticità e l’oggettività portate avanti tramite un approccio enciclopedico, una precisione quasi scientifica e il referimento a documentary, ‘fact-fiction’ ed equivalenti scientifici popolari. Usando un sempre più crescente archivio di documenti ritrovati nel tentativo di creare opere autonome, Abbatangelo prova ad aumentare la dinamica tra l’audience e l’autore attraverso emozioni rese oggetto e la rilettura di certe dicotomie che si creano nell’interpretazione dei testi.
Alice Pedroletti
Ha lavorato come fotografa collaborando con riviste di design e lifestyle, case discografiche, brand di moda, uffici stampa e agenzie di comunicazione per importanti settori del corporate internazionale. Ha insegnato allo IED di Milano reportage e ricerca editoriale e negli ultimi anni si è occupata di pubblicità.
Parallelamente si è sempre interessata all’arte contemporanea realizzando mostre e progetti sperimentali, partecipando a residenze per artisti o a progetti internazionali.
Dal 2012 è totalmente concentrata sul suo percorso artistico, basato sullo studio della relazione che lega l’uomo all’ambiente circostante, sullo spazio come estensione di un pensiero o come risultante tra vuoto e assenza, sul tempo e la sua percezione in relazione alla fruizione stessa dell’arte e sull’etimologia delle parole che caratterizzano i suoi lavori. Usa principalmente fotografia, video, scrittura, archiviazione, audio.
AMAE
Eccezionale collaborazione, AMAE si focalizza sulle tensioni che si generano tra i corpi marginalizzati da una società eteronormativa. Il loro studio contamina i linguaggi tradizionali dell’arte comunicativa (poesia, video, suono, fotografia, installazione e performance) con i media di massa attraverso lavori fotografici e performance che sono spesso in streaming live sul web. Spesso lavorando su piattaforme internazionali in tutta Europa, AMAE é incentrata sull’intersoggettività e transfer nella performance art; eredità e mimica del comportament; la mimica contro l’imitazione; identificazione e conflitto; società primaria e società contemporanea; spazio e tempo d’assimilazione dei comportamenti empatici; comportamenti in relazione all’alterità; corpi transitory; realtà augmentata.

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