Tecnicha: performance

GIORGIA DE SANTI

La mia pratica performativa si sviluppa a partire dalla necessità di lavorare con la complessità e le differenze di corpi e identità. Mi riconosco come collocat* negli interstizi delle definizioni di genere, negli spazi-gap liminali creati da ogni tentativo di categorizzazione. Sono particolarmente interessat* allo stato di transizione (di genere) permanente, come possibilità di ricerca, movimento e cambiamento perenne. Cerco di lavorare con umiltà con possibilità non binarie di genere; attraverso attivismo e performance.

TITTA COSETTA RACCAGNI

Pornopoetica

Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia

EVA MAYA

EVA MAYA E’ UNA CARTOGRAFA DELL’ANIMO UMANO: LA SUA RICERCA PARTE DALL’INCONTRO CON L’ALTRO. ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE PARTECIPANTE, TECNICA ANTROPOLOGICA GRAZIE ALLA QUALE L’ARTISTA ENTRA IN PROFONDO CONTATTO CON DIVERSE CATEGORIE UMANE, HA LA POSSIBILITA’ DI INDAGARE PARTI IDENTITARIE ARCHETIPICHE QUALI IL FEMMINILE, IL MASCHILE, IL DESIDERIO EROTICO, IL POTERE, IL SUCCESSO. IN QUESTO MODO L’IDENTITA’ DIVENTA UN CALEIDOSCOPIO DI SIGNIFICATI ESPLORABILI: “I WOULD SUGGEST THE POSSIBILITY TO BE MORE”

RICCARDO MATAKLAS

Il mio lavoro esplora la coscienza e percezione umana, la scoperta e rivelazione dei vari strati di coscienza. Ho un background di scultura ma principalmente lavoro con performance e pittura e con entrambi esploro il vero potenziale di un essere umano, alla ricerca del suo potenziale completo. Le mie opere testimoniano un approccio fenomenologico per cui spesso si presentano dopo lunghe ricerche e approfondimenti spesso riguardanti il contesto geo-politico. La mia opera rispecchia riflessioni sulla condizione umana, e cerca soluzioni per un cambio di coscienza ed arricchimento interiore, uso l’arte come materiale connettivo tra barriere, stati e coscienza sull’identità e l’ambiente.

Ella Bottom Rouge/ Anti Diva

Super femmina, scopro il burlesque dopo anni di teatro fisico. Il mio è un passaggio, un
anti-canone, una liberazione dagli stereotipi. Dentro e fuori il mondo patinato e super
femminile del burlesque c’è anche un altro ambito. Femminile si, glamour, si, ma anche
tanto, terribilmente queer. ……………………………………………

Super femme, I discovered burlesque after years working in theatrical productions.
My character is an anti-canon transition, it’s breaking free the strereotypes.
Inside and outside the glossy and hyper feminine burlesque world there’s another side.
Which is femme, glam and queer as hell.

I Figli di Marla

I FIGLI DI MARLA è una filosofia, un modo di stare in scena, un modo di vivere e sentire, una disciplina per corpo ed emozioni, un controllo consapevole della nostra energia, una religione per il performer, i figli di marla sono figli del mondo.

Senith

Senith è performer queer drag, curatrice di workshop ed eventi, attivista queer. Cofondatrice di Eyes Wild Drag, Senith lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la prima costruzione performativa e critica delle Faux Queen in Italia, ridisegnando un immaginario queer del femminile. Ha varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri. Nel 2012 è stata impegnata in un tour mondiale che l’ha portata in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Direttrice artistica di GendErotica, nel 2013, in occasione del festival, ha convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Nello stesso anno, il festival è stato ospite di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Nel 2015 nasce l’Erotic Lunch, pranzo-spettacolo dedicato all’erotismo, di cui è performore, regista e art director. Nel 2016, firma il primo spettacolo interamente in assolo, BAD ASSolo. Sempre nel 2016 esce il documentario Al di là dello specchio, di Cecilia Grasso, di cui è coprotagonista, che viene presentato in numerosi festival in Italia e all’Estero. Il film ha vinto, al Newark International Film Festival (Usa), il premio per la miglior regia. Partecipa al lavoro artistico dell’artista italo-libanese Adelita Husni-Bey, La Luna in Folle, selezionato al Premio Maxxi 2016, performando al Museo Nazionale per le Arti del XXI Secolo il 29 settembre.

La Musa e gli Artisti

LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto  dove  due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono  distruggerle  davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi  anni  nove sono andati completamente perduti.  L’ Identità dei tre  sarà rivelata solo a progetto concluso  perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”

Slavina

Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.

È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.

Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.

Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.

Lilly Lablonde

Come autrice, performer e regista la mia ricerca artistica si è spesso focalizzata sul tema delle identità di genere e della sessualità. I miei lavori coinvolgono diversi linguaggi artistici (video, letteratura, suono e poesia) e hanno l’ obiettivo di portare alla luce narrazioni difficilmente rappresentate nel mondo dell’arte.  Negli ultimi due anni mi sono occupata principalmente di cinema, formandomi nella scrittura e regia. Ho realizzato come autrice due cortometraggi: Immaginare T (2014)  e The Second Closet (2015) di cui ho curato anche la regia.

Sotto il nome artistico Lilly Lablonde ho creato il progetto artistico Bibliothèque Érotique che ha lo scopo di promuovere l’erotismo, attraverso la letteratura e la live performance.

Silvia Giambrone

Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi  nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.

Marsala

MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.

Stella Stefania Gagliano

Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»

Goghi&Goghi

Goghi&Goghi è un collettivo artitico nato dalle idee e dall’incontro di Mara Pieri, attrice e performance, e Elia Covolan, autore e illustratore. Goghi&Goghi lavora a differenti progetti artistici con l’intento di fondere linguaggi artistici diversi e utilizzando un approccio intersezionale e interdisciplinare, che unisce teatro, performance, video, illustrazione e installazione.
I lavori di Goghi&Goghi si concentrano in particolare su tematiche di genere, transessualità, migrazioni, identità e sessualità. Goghi&Goghi lavora in Italia, Argentina, Cile, Norvegia e Spagna, con lo scopo di creare un dialogo incessante, continuo e reciproco tra diversi sguardi e approcci artistici.

Riccardo Buscarini

“Vincitore di molti premi coreografici in Italia e Regno Unito, Riccardo Buscarini si forma presso l’Accademia Domenichino da Piacenza/IT e alla London Contemporary Dance School diplomandosi nel 2009. Da allora presenta il proprio lavoro nel Regno Unito e a livello internazionale. Riccardo insegna coreografia e performance al Birkbeck University e spesso dirige laboratori di improvvisazione e composizione.
Una persona curiosa e di eclettiche ispirazioni, Riccardo è un artista concentrato sulla costante evoluzione del suo approccio creativo alla coreografia, guidato da un forte desiderio per il nuovo. Le sue opere fino ad oggi sono tutte molto diverse tra loro. Anche se i suoi lavori hanno preso varie forme e sono stati presentati in contesti molto diversi – teatri, gallerie e spazi urbani – Riccardo è spesso ispirato da eventi autobiografici che si traducono in espressioni viscerali e simboliche.”

Margherita Elliot

Margherita Elliott è una performer e creatrice di movimento proveniente da Ferrara che ora risiede a Londra. La sua pratica artistica é iniziata principalmente con la separazione delle singole performance live basate sul movimento (etichetta artistica: M.E. Lonely Artist). All’inizio Gennaio 2015 formò il Live Studio Casserole nel tentativo di portare la propria pratica ad un livello più collaborativo e interdisciplinario; i suoi progetti coinvolgono movimenti e immagini cinematografiche, collaborazioni con artisti visivi, del suono e della scrittura.

Shakinart Community

“ShakinArt” è una coppia di artisti italiani attiva nel campo delle arti visive e performative. Fondato da Marco Zocca JeanPierre (musicista, scrittore e artista) e Jonathan De Checchi (artista e attore teatrale), il duo è supportato da un largo gruppo di giovani artisti (pittori, musicisti, attori e scrittori) in constante cambiamento.

L’obiettivo di questo progetto è quello di andare oltre le barriere poste dalle caratteristiche artistiche personali, incanalandole attraverso scioccanti esperienze artistiche che vengono prodotte con l’intento di interagire e comunicare con il pubblico in maniera profonda.

ideadestroyingmuros

ideadestroyingmuros es un colectivo nacido en venecia en 2005. consideramos imprescindible posicionarnos políticamente en la creación artística. esta práctica ha hecho posible la elaboración de procesos geopolíticos y sociales que nos han atravesado, por medio de la interpretación y la traducción de nuestras experiencias singulares y colectivas.

la perspectiva que hemos compartido se basa en diferentes posiciones fronterizas en relación con los conceptos de nación, género, sexo, lengua y creación, con los cuales buscamos juntas nuevos modos de entender y de practicar resistencia, de realizar procesos creativos, recorridos auto-antropológicos y de autogestión. el auto-empoderamiento y la desgarradura de las relaciónes de poder que tejen lo cotidiano “ideal” nos ayudan a entender los mecanismos de mercado y refuerzan nuestra capacidad de negociación. gracias a esto, reencontramos una conciencia de nuestro valor, que no radica en la explotación y en la medida única del neoliberalismo, sino en la creación de nuevas formas.

Eyes Wild Drag

Gruppo queer gender drag di Roma, da diversi anni lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la principale espressione drag condotta da donne in Italia. Hanno varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri (Curve e Next Magazine – Usa).

Attivist* queer, curano workshop ed eventi drag (in bilico tra una graffiante demenzialità e una magica poesia), ridisegnano un immaginario queer del femminile, realizzano Genderotica, festival internazionale di arte queer.

Nel 2012 sono state impegnate in un tour mondiale che le ha portate in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Nel 2013 sono state ospiti di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Sempre nel 2013 hanno realizzato la più attivista ed internazionale edizione di GendErotica, portando per la prima volta nella comunità queer italiana la tematica Fem.

Nella stessa occasione, hanno convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Sono al lavoro per la preparazione di GendErotica 2015.

Anna Ramasco

Anna Ramasco stages collective performances aiming to overcome the existing scepticism over the “diverse” through the use of light, ironic and positive spins. She gives particular attention to dis-abilities, especially deafness. Her “50 segnanti” performance happened at Palazzo Grassi in May 2014 during the estranged atmosphere of a Doug Wheeler performance. In her individual performance “La

In her individual performance “La fioraia” ArtVerona 2013, she celebrates sexuality (sometimes dramatic, other times soft and kitsch) dancing with handmade and already-made phalluses that get put in vases of plants and flowers.

Gennaro Maione

Gennaro Maione si è formato in danza classica e contemporanea al Teatro Scuola Rossella Rossi di Napoli e per mantenersi a passo con le tecniche di danza contemporanea partecipa a seminari, lezioni e laboratori a Berlino, nelle scuole di danza Tanzfabrik e Dock 11, e a Bruxelles nella scuola di danza contemporanea DCJ e la compagnia Thor. Il suo progetto Peil il.el prende spunto dal romanzo francese “Tarantula” di T. Jonquet, famoso per essere stato rivisitato dal regista spagnolo Pedro Almodovar nel film “La Pelle che Abito.” Peil il.el é una performance incentrata sul tema dell’identità e questioni che la riguardano: cosa é l’identità? chi veramente lo può sapere? perché esiste ancora un bisogno di confondere l’identità di genere con il il ruolo di genere? […] Genere e sesso sono due cose separate, anche se molto spesso i due termini vengono scambiati. Sesso é un elemento fisico, il genere é una componente dell’identità che risiede nel cervello.

Andrea Abbatangelo

Classe 1981, nato a Terni, Andrea Abbatangelo é scultore e regista. La sua pratica, distintiva nell’applicazione di una larga varietà di metodi artistici contemporanei, gioca con l’idea della mortalità dell’opera d’arte posta in contrasto al potere dell’apparenza transitoria, che, essendo ristretta nel tempo, é obbiettivamente molto più intensa. Le sue sculture sono investigazioni su concetti quali l’autenticità e l’oggettività portate avanti tramite un approccio enciclopedico, una precisione quasi scientifica e il referimento a documentary, ‘fact-fiction’ ed equivalenti scientifici popolari. Usando un sempre più crescente archivio di documenti ritrovati nel tentativo di creare opere autonome, Abbatangelo prova ad aumentare la dinamica tra l’audience e l’autore attraverso emozioni rese oggetto e la rilettura di certe dicotomie che si creano nell’interpretazione dei testi.

Ruben Montini

Nato a Oristano nel 1986, Ruben Montini vive e lavora spostandosi in tutta Europa. Nella sua ricerca artistica focalizza l’attenzione su questioni di genere, studiando quali possano essere le possibili applicazioni del linguaggio radicale e talvolta violento che ha caratterizzato la performance femminista fin dagli anni ‘60, fino a tematiche queer. Le sue performance offrono spesso una facciata mondana e narcisistica che subito rivelano (paradossicalmente) un messaggio essenzialmente politicizzato.

Tra le piu’ recenti apparizioni ricordiamo la Biennale di Istanbul (2013) e la collettiva Fuck Taboo, a cura di Carlo Medesani (2013, Galleria Camera16, Milano). Sito della galleria rappresentante l’artista http://www.massimodeluca.it

Giovanna Lacedra

Il corpo è realtà tangibile di noi stessi. E’ strumento di libera espressione o narrazione di quel  che siamo stati, di quel che siamo, di quel che subiamo, di quel che tratteniamo, di quel che potenzialmente sappiamo dare o negare. Il corpo dice.

Partendo da questa consapevolezza, la ricerca di Giovanna Lacedra si incentra su tematiche prettamente relative all’universo femminile, nello specifico ai nodi, ai traumi e ai disagi vissuti dalle donne, sovente tra vergogna e silenzio o sotto la cappa dell’omertà.

Le tematiche fino ad ora affrontate all’interno di progetti portati in scena sono: anoressia e bulimia, prevaricazione e violenza di genere, depressione, suicidio, abuso dell’infanzia.

Mona Lisa Tina

Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia. Dal 2014, ha attivato in collaborazione con lo psicoanalista Giovanni Castaldi, un progetto formativo sull’identità presso la GAM di Torino.

Pone al centro di tutte le sue riflessioni il Corpo come luogo di continui processi trasformativi psichici e fisici. Le sue azioni incarnano rituali entro cui esso è coerentemente proposto come asessuato, mutante e contaminato e dove il luogo adibito all’azione è spesso modificato nelle sue coordinate spaziali. Promuovendo, all’interno dell’azione performativa, un momento di quasi ancestrale autocoscienza e una reale riappropriazione identitaria, l’artista intende proporre una fisicità “alternativa”, che si libera dai modelli di bellezza standardizzati, esibendola come spazio simbolico aperto e veicolo di comunicazioni significative.

Kyrahm e Julius Kaiser

Kyrahm e’ una delle rappresentanti della live art in italia. Artista concettuale, videoartista, body artist e performer internazionale.
Elabora performance dal forte impatto emotivo dove tutto cio’ che avviene e’ reale. Crea concept innovativi ed opera nel campo dell’arte contemporanea e della comunicazione.
Julius Kaiser e’ videomaker, drag king e performance artist. La sua ricerca artistica ha origine nell’ambito della sperimentazione che indaga i ruoli sociali di genere proponendo una visione fluida degli stessi coerentemente con le teorie filosofiche Queer. L’incontro con l’artista Kyrahm ha determinato una prospettiva artistica ai contenuti di tale indagine, dando vita a performance sperimentali ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. Lavora anche come videomaker realizzando videoclip e documentari, organizza workshop.
Insieme operano sia nella scena underground che nell’ambito dell’arte contemporanea presso gallerie, musei e rassegne internazional, organizzano seminari ed eventi.
Hanno istituito il movimento artistico italiano Human Installations.

Stefano Scheda

Ho sempre cercato di catturare i cortocircuiti della realtà senza alterare di essa la fisionomia oggettiva ma lasciando percepire ad un secondo sguardo lo scarto, lo strabismo, l’altrove. Dalla mia prima ricerca artistica incentrata sul rapporto corpo/architettura sono passato ad indagare maggiormente le questioni di carattere sociale: immigrazione, razzismo (Di-visione 2007/2010), la paura e le minacce (Meteo 2004), l´identità nazionale e la condizione femminile (Le sfoglie di Garibaldi 2011) e inoltre il problematico gender (Roll n’Roll 2009); installazioni o performance che spesso divengono  sequenze fotografiche o video.  Anche la serie “ Fuoridentro”, per il tramite del motivo ricorrente dello specchio, include lo spettatore come parte in causa del gioco provocatorio e irritante di questa produzione ad interrogazione della soglia come apertura-chiusura bifronte e contemporanea dello sguardo.   Tutto il mio lavoro è comunque  realizzato attraverso una duttilità dinamica, conduce ad una speculazione sulla percezione della realtà e la sua possibile traduzione mediale, abdicando allo spettatore la difficoltà di distinguere fra illusione e realtà. Questa opposizione spaziale caratterizza non solo una condizione fisica ma anche psichica dell’anima, rilevante in tutte le dimensioni dell’esistenza. L’aspetto performativo-relazionale che sto  sperimentando in T(r)ATTO,è il  proseguimento  ideale della performance ” Looking for the body of the Artist”,da me  realizzata,alla Galleria Martina Detterer di Francoforte: l’Artista nudo, dentro una stanza al buio, diveniva, per il visitatore/esploratore, invisibile ma toccabile.

Sergio Racanati

Il mio lavoro è ispirato da un interesse per la storia sociale dell’uomo e la sua relazione con l’ambiente urbano, politico e architettonico. Analizzo gli elementi laterali dimenticati dalle narrative storiche riflettendone il rapporto tra il paesaggio urbano e l’evoluzione civile dell’uomo; contesto la storia del comportamento comunitario in architettura e politica studiandone il rapporto tra memoria individuale e collettiva. Un lavoro del corpo, non inteso come diario privato, che respinge ogni narrativa intenta a favorire prospettive analitiche ma che punta a costruire un deposito di memoria culturale da cui si possa prendere riferimento cosicché possa essere usato come critica del presente. Uno studio tende alla rilettura in chiave critica dei sistemi di potere e la complessa realtà dell’economia globalizzata. Una visione artistica e una vita che muovono tra ‘sottoculture di resistenza’ che tentano di resistere la massificazione della vita urbana, la distruzione dell’ambiente e del paesaggio. Ciò é anche un atto politico attraverso il linguaggio dell’arte quando assume il significato di organizzazione, impiego e gestione dello spazio comune, sociale e collettivo. I contesti che vengono piú spesso utilizzati nella mia ricerca artistica sono ‘residui,’ ovvero piazzati al confine tra la produzione di conoscenza e l’uso industriale risultato del ‘potere illegale’ e speculativo della vita stessa. L’importanza politica risponde alle multiple richieste della gente che richiede una revisione delle dicotomie tra pubblico/privato, visione individuale/visione collettiva.

AMAE

Eccezionale collaborazione, AMAE si focalizza sulle tensioni che si generano tra i corpi marginalizzati da una società eteronormativa. Il loro studio contamina i linguaggi tradizionali dell’arte comunicativa (poesia, video, suono, fotografia, installazione e performance) con i media di massa attraverso lavori fotografici e performance che sono spesso in streaming live sul web. Spesso lavorando su piattaforme internazionali in tutta Europa, AMAE é incentrata sull’intersoggettività e transfer nella performance art; eredità e mimica del comportament; la mimica contro l’imitazione; identificazione e conflitto; società primaria e società contemporanea; spazio e tempo d’assimilazione dei comportamenti empatici; comportamenti in relazione all’alterità; corpi transitory; realtà augmentata.