La mia pratica performativa si sviluppa a partire dalla necessità di lavorare con la complessità e le differenze di corpi e identità. Mi riconosco come collocat* negli interstizi delle definizioni di genere, negli spazi-gap liminali creati da ogni tentativo di categorizzazione. Sono particolarmente interessat* allo stato di transizione (di genere) permanente, come possibilità di ricerca, movimento e cambiamento perenne. Cerco di lavorare con umiltà con possibilità non binarie di genere; attraverso attivismo e performance.
Arte Tag: corpo
TITTA COSETTA RACCAGNI
Pornopoetica
Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia
MATILDE SAMBO & FURIO GANZ
Matilde Sambo & Furio Ganz, utilizzando principalmente il mezzo video, indagano i delicati equilibri tra l’uomo e ciò che lo circonda focalizzandosi sul rapporto tra natura e artificio come modifica costante dell’ambiente umano. Il corpo come mezzo, tanto complesso quanto fragile, viene mostrato, nei lavori del duo, fino al limite della sua rottura. La consapevolezza di una linea sempre più sottile tra mondo naturale e artificiale genera nei due artisti la necessità di creare lavori in bilico tra il documentario e la fiction.
I Figli di Marla
I FIGLI DI MARLA è una filosofia, un modo di stare in scena, un modo di vivere e sentire, una disciplina per corpo ed emozioni, un controllo consapevole della nostra energia, una religione per il performer, i figli di marla sono figli del mondo.
La Musa e gli Artisti
LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto dove due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono distruggerle davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi anni nove sono andati completamente perduti. L’ Identità dei tre sarà rivelata solo a progetto concluso perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”
Slavina
Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.
È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.
Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.
Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.
Silvia Giambrone
Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.
Marsala
MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.

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