Tecnicha: video

TITTA COSETTA RACCAGNI

Pornopoetica

Pornopoetica è progetto artistico di ricerca, che s’insinua nel confne tra eros e pornografia. L’intento non è di lavorare sull’eccitazione, ma di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l’ ”indefnito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione: gioca con i corpi in scena e rimette in scena l’osceno, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia

EVA MAYA

EVA MAYA E’ UNA CARTOGRAFA DELL’ANIMO UMANO: LA SUA RICERCA PARTE DALL’INCONTRO CON L’ALTRO. ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE PARTECIPANTE, TECNICA ANTROPOLOGICA GRAZIE ALLA QUALE L’ARTISTA ENTRA IN PROFONDO CONTATTO CON DIVERSE CATEGORIE UMANE, HA LA POSSIBILITA’ DI INDAGARE PARTI IDENTITARIE ARCHETIPICHE QUALI IL FEMMINILE, IL MASCHILE, IL DESIDERIO EROTICO, IL POTERE, IL SUCCESSO. IN QUESTO MODO L’IDENTITA’ DIVENTA UN CALEIDOSCOPIO DI SIGNIFICATI ESPLORABILI: “I WOULD SUGGEST THE POSSIBILITY TO BE MORE”

RICCARDO MATAKLAS

Il mio lavoro esplora la coscienza e percezione umana, la scoperta e rivelazione dei vari strati di coscienza. Ho un background di scultura ma principalmente lavoro con performance e pittura e con entrambi esploro il vero potenziale di un essere umano, alla ricerca del suo potenziale completo. Le mie opere testimoniano un approccio fenomenologico per cui spesso si presentano dopo lunghe ricerche e approfondimenti spesso riguardanti il contesto geo-politico. La mia opera rispecchia riflessioni sulla condizione umana, e cerca soluzioni per un cambio di coscienza ed arricchimento interiore, uso l’arte come materiale connettivo tra barriere, stati e coscienza sull’identità e l’ambiente.

MATILDE SAMBO & FURIO GANZ

Matilde Sambo & Furio Ganz, utilizzando principalmente il mezzo video, indagano i delicati equilibri tra l’uomo e ciò che lo circonda focalizzandosi sul rapporto tra natura e artificio come modifica costante dell’ambiente umano. Il corpo come mezzo, tanto complesso quanto fragile, viene mostrato, nei lavori del duo, fino al limite della sua rottura. La consapevolezza di una linea sempre più sottile tra mondo naturale e artificiale genera nei due artisti la necessità di creare lavori in bilico tra il documentario e la fiction.

La Musa e gli Artisti

LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto  dove  due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono  distruggerle  davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi  anni  nove sono andati completamente perduti.  L’ Identità dei tre  sarà rivelata solo a progetto concluso  perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”

Slavina

Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.

È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.

Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.

Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.

Loredana Denicola

Loredana Denicola è una fotografa documentarista e vive a Londra. Il suo rapporto con la fotografia nasce dal desiderio di cambiamento e dall’esigenza di una evoluzione personale che parte dalla scoperta della propria ‘struttura psicologica’, e poi di  comprensione e distruzione della stessa usando il proprio lavoro artistico come potente mezzo di autoanalisi. Sotto questo aspetto il suo progetto, “I am your mirror” è esplicitamente rappresentativo di questo processo nel quale, instaurando un rapporto di intimità con dei perfetti estranei, trovati su Internet, Loredana usa la fotografia per mettere a nudo alcune tra le pulsioni più nascoste e soppresse di entrambi, sbarazzandosi temporaneamente di quegli schemi comportamentali che ci rendono come degli automi che recitano dei ruoli che non ci appartengono per essere accettati dalla società. Il risultato? Un attacco frontale all’identità che può aprire molte porte ma anche lasciare profondamente disturbati proprio come fissarsi allo specchio e chiedersi: chi siamo veramente?

Silvia Giambrone

Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi  nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.

Marsala

MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.

Silvia De Gennaro

Il tema di riflessione attorno a cui ruotano i miei lavori è la condizione umana: dalla sua eterna ricerca della spiritualità alla sua attuale condizione sociale. Nelle mie opere  analizzo, spesso con sguardo ironico, l’impatto dei media sull’uomo contemporaneo; i falsi miti, la mancanza di speranza ed ideali.

Goghi&Goghi

Goghi&Goghi è un collettivo artitico nato dalle idee e dall’incontro di Mara Pieri, attrice e performance, e Elia Covolan, autore e illustratore. Goghi&Goghi lavora a differenti progetti artistici con l’intento di fondere linguaggi artistici diversi e utilizzando un approccio intersezionale e interdisciplinare, che unisce teatro, performance, video, illustrazione e installazione.
I lavori di Goghi&Goghi si concentrano in particolare su tematiche di genere, transessualità, migrazioni, identità e sessualità. Goghi&Goghi lavora in Italia, Argentina, Cile, Norvegia e Spagna, con lo scopo di creare un dialogo incessante, continuo e reciproco tra diversi sguardi e approcci artistici.

ideadestroyingmuros

ideadestroyingmuros es un colectivo nacido en venecia en 2005. consideramos imprescindible posicionarnos políticamente en la creación artística. esta práctica ha hecho posible la elaboración de procesos geopolíticos y sociales que nos han atravesado, por medio de la interpretación y la traducción de nuestras experiencias singulares y colectivas.

la perspectiva que hemos compartido se basa en diferentes posiciones fronterizas en relación con los conceptos de nación, género, sexo, lengua y creación, con los cuales buscamos juntas nuevos modos de entender y de practicar resistencia, de realizar procesos creativos, recorridos auto-antropológicos y de autogestión. el auto-empoderamiento y la desgarradura de las relaciónes de poder que tejen lo cotidiano “ideal” nos ayudan a entender los mecanismos de mercado y refuerzan nuestra capacidad de negociación. gracias a esto, reencontramos una conciencia de nuestro valor, que no radica en la explotación y en la medida única del neoliberalismo, sino en la creación de nuevas formas.

Andrea Abbatangelo

Classe 1981, nato a Terni, Andrea Abbatangelo é scultore e regista. La sua pratica, distintiva nell’applicazione di una larga varietà di metodi artistici contemporanei, gioca con l’idea della mortalità dell’opera d’arte posta in contrasto al potere dell’apparenza transitoria, che, essendo ristretta nel tempo, é obbiettivamente molto più intensa. Le sue sculture sono investigazioni su concetti quali l’autenticità e l’oggettività portate avanti tramite un approccio enciclopedico, una precisione quasi scientifica e il referimento a documentary, ‘fact-fiction’ ed equivalenti scientifici popolari. Usando un sempre più crescente archivio di documenti ritrovati nel tentativo di creare opere autonome, Abbatangelo prova ad aumentare la dinamica tra l’audience e l’autore attraverso emozioni rese oggetto e la rilettura di certe dicotomie che si creano nell’interpretazione dei testi.

Alice Pedroletti

Ha lavorato come fotografa collaborando con riviste di design e lifestyle, case discografiche, brand di moda, uffici stampa e agenzie di comunicazione per importanti settori del corporate internazionale. Ha insegnato allo IED di Milano reportage e ricerca editoriale e negli ultimi anni si è occupata di pubblicità.

Parallelamente si è sempre interessata all’arte contemporanea realizzando mostre e progetti sperimentali, partecipando a residenze per artisti o a progetti internazionali.

Dal 2012 è totalmente concentrata sul suo percorso artistico, basato sullo studio della relazione che lega l’uomo all’ambiente circostante, sullo spazio come estensione di un pensiero o come risultante tra vuoto e assenza, sul tempo e la sua percezione in relazione alla fruizione stessa dell’arte e sull’etimologia delle parole che caratterizzano i suoi lavori. Usa principalmente fotografia, video, scrittura, archiviazione, audio.

Valentina Roselli

Nata a Torino nel 1986, Valentina Roselli concentra il lavoro sullo sviluppo di simbologie collettive nel contesto contemporaneo e affronta temi dell’esotismo avvalendosi dell’antropologia visiva.

Si forma in Accademia Albertina di Torino, in Kuvataideakatemia di Helsinki e si laurea allo IUAV di Venezia. Assegnataria degli studi d’artista BLM (2012) ha partecipato a Un’Idea Brillante (Frise Künstlerhaus – Hamburg 2014), Padiglione Crepaccio at yoox.com (Venezia 2013), Beyond Death (54° Biennale di Venezia 2011).